Scritto il 25 marzo 2010 alle 00:57 nella Architettura | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Settimana scorsa sono stato a Vance , delizioso paesino tra Nizza e Cannes per fare un rilievo di una stupenda villa di un mio cliente .
La temperatura e il paesaggio erano fantastici ma all’interno della villa abbiamo trovato un vero disastro, architettonicamente parlando.
A piano terra e al primo piano 4 livelli di pavimenti , gli impianti completamente da rifare e i rivestimenti completamente distrutti .
La suddivisione delle stanze come ai primi del novecento in Francia , con tutti i bagni divisi tra stanze con il wc e stanze con lavabo e vasca .
Le pareti molto sane e asciutte all’interno non hanno nessuna quadratura , tutti i muri sono storti e pieridi piccole nicchie.
Le scale sono mal posizionate e difficoltose da usare .
Dovevamo fare un rilievo per un progetto di interni e ci siamo ritrovati davanti ad un rilievo strutturale per una ristrutturazione completa .
Nessun problema ,ci siano riorganizzati e stiamo iniziando a progettare integralmente tutti gli interni , dalle suddivisioni , ai rivestimenti , agli impianti e terminando con la decorazione .
Vi terrò aggiornati sullo sviluppo .
Scritto il 03 maggio 2008 alle 12:02 nella Architettura | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Non si può negare che l’architettura abbia dominato la scena delle arti nel XX secolo , molto più della pittura o di altre espressioni artistiche , eccetto il cinema.
All’inizio del secolo nasce un linguaggio formale assolutamente nuovo, quale non si vedeva dai tempi della architettura gotica . Rifiuto di tutta l’ esausta ridondante tradizione classico borghese: funzionalità , razionalità ,purezza di linee , rigore quasi ascetico, secco , spazi candidi pieni di luce. Un’ architettura in cui, per la prima volta , lo spazio interno è più importante della facciata. Un’architettura di qualità che non vuole essere solo appannaggio delle classi più abbienti , ma accessibile a tutti e per questo accusata di populismo. Democratica negli intenti se anche poi non nei fatti.
Cosa è rimasto di tutto questo nel XXI secolo? Solo un vuoto formalismo.
Da un lato un minimalismo che vuole combinare Mies Van Der Rohe e la filosofia zen: estetizzante compiaciuto , snob ,manierista . Interni dove l’uomo è un accessorio che potrebbe turbarne l’equilibrio. Una perfezione artificiosa e superficiale , priva di spirito.
Uno stanco esercizio di stile.
Dall’altro la spettacolarizzazione da film con effetti speciali : strutture inutilmente virtuosistiche . torri altissime , attorcigliate , pendenti. Una architettura il cui unico scopo è sbalordire. Manifesti per i grandi gruppi economici e di potere. I grandi architetti sono star al pari dei divi cinematografici. Guru dell’estetica.
E’ ancora architettura?
Qua e là qualche rara eccezione , come la Morgan Library di Renzo Piano, in cui l’armonia delle proporzioni ristora l’anima oltre che appagare l’occhio
Scritto il 11 aprile 2008 alle 16:43 nella Architettura | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Tag Technorati: formalismo, formalità, linguaggio formale, razionalità, Renzo Piano
Questa settimana sono andato a controllare dei cantieri che stiamo sviluppando all’estero .
Il clima non c’e’ stato d’aiuto, un freddo e una pioggia incessanti hanno contornato il lavoro.
Abbiamo avuto problemi con la posa del marmo Marrone imperador che essendo un marmo brecciato ed essendo molto irregolare deve essere prima posato a secco , accompagnato nel colore e nelle venature e poi posato a malta .
Qui i posatori l’ hanno posato a casaccio compromettendo il risultato estetico e non avendo la minima idea di dover studiare prima della posa come accompagnare il materiale .
Soluzione , abbiamo lavato il pavimento , individuato le lastre più sbagliate in termini di colore e venature , segnato con dei particolari pastelli a cera quelle da sostituire ed a breve rinvieremo circa 60 pezzi che dovranno essere sostituiti.
Pensare che tutto questo marmo l’abbiamo fornito prelevigato per non avere dubbi o problemi nell’accompagnare le vene e i colori .
Sono dell’opinione che pur bravi che siano all’estero mancano sempre di quella sensibilità e di quell’attenzione alle finiture che noi italiani abbiamo in modo innato e che ci contraddistinguono in tutto il mondo per raggiungere i risultati di più alto livello .
Scritto il 02 febbraio 2008 alle 11:19 nella Architettura | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Tag Technorati: architettura, cantiere, marmo, ristrutturazioni
Cosa significa oggi Italian Design per i consumatori (clienti) di tutto il mondo?
Pochi giorni fa mi e’ stata posta questa domanda da una giornalista che lavora per la rivista indiana “Design Magazine” che stava scrivendo un articolo sulla mia società.
Cosa significa il design Italiano?
Design e’ bellezza, proporzione, innovazione, semplicità e molte altre cose ma diventa italiano ed e’ italiano il miglior design al mondo perchè abbiamo questo tipo di cultura e sensibilità nel proporre e produrre queste cose uniche ed irripetibili che diventano icone di stile internazionale.
Non importata di che nazionalità sia il designer, ciò che importa è che il progetto venga prodotto in Italia. Solo qui avrà risonanza mondiale ed incontrerà persone, industrie e cultura predisposte e pronte a dare vita a questi progetti di design.
Cito testualmente una frase di Andrea Branzi del 1996 che dice:
“Il design Italiano si e’ imposto per la sua disponibilità’ innata a sperimentare e a dialogare con culture esterne, compresa quella industriale, a cui ha fornito prodotti di grande capacita’ espressiva, tali da imporre il proprio fascino su qualsiasi mercato internazionale”.
Il design e’ nato in Italia e l’Italia continua ad esserne l’espressione più alta a livello mondiale proprio perché è un atteggiamento che il nostro tessuto imprenditoriale ha.
Il grande architetto italiano Vico Magistretti diceva che Lui non era interessato allo Styling design americano degli anni '70, che era quello delle macchine, ma cio’ che lo appassionava era il Concept design, cioè il disegno che parte dal preciso concetto esecutivo–funzionale che e’ talmente semplice da dare la caratteristica all’oggetto. Gli oggetti che hanno dato vita all’italian design avrebbero potuto essere spiegati senza disegno, tanto partivano da un disegno semplice.
Un ringraziamento ad Ultrafragola per le citazioni.
Scritto il 27 giugno 2007 alle 14:51 nella Architettura | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Tag Technorati: Andrea Branzi, concept design, design magazin, Italian design, Vico Magistretti
Cambia il modo di vivere, cambia Milano; Milano,tra le grandi città europee, è una tra le più cosmopolite. La lettura architettonica offre uno strumento di sintesi per comprendere molti processi economici, sociali e culturali in atto nel territorio. Una ritrovata fiducia dei propri mezzi e soprattutto la voglia di confrontarsi con le più audaci soluzioni architettoniche sperimentate nel mondo. Lo storico quartiere Fiera Milano ridurrà la sua presenza in città, lasciando spazio ad un importante intervento di riqualificazione urbana ormai in avanzata fase di costruzione nelle immediate vicinanze della città. Gli elementi che caratterizzano l’intervento sono una piazza centrale dove sorgono le Tre Torri simbolo dell’area d’intervento; un grande Parco che funge da tessuto connettivo per l’intero quartiere; cinque aree residenziali che si affacciano sul parco, ciascuna caratterizzata da una propria identità, il Museo del Design e il Centro del Design; il recupero dello storico padiglione 3 destinato ad aree ricreative per bambini. Il progetto è completato da spazi ed edifici dedicati ai servizi e all’intrattenimento e al tempo libero. Importanti i nomi a cui sono state assegnate parte delle aree d’intervento:
- Zaha Hadid architetto,vincitrice del premio Prizker, si distingue per la sua continua sperimentazione di nuovi concetti spaziali;
- Arata Isozaki architetto, una delle figure storiche dell’architettura internazionale, ha realizzato opere
fondamentali dell’architettura contemporanea;
- Daniel Libeskind architetto, ha vinto il concorso “Ground zero” per la costruzione di nuovi grattacieli a N.Y, figura di rilievo internazionale nel mondo dell’architettura e del design urbano.
Pierpaolo Maggiora architetto, ha sviluppato la teoria del dialogo progettuale come condizione della trasformazione urbana, ha vinto con Isozaki il progetto per il Palahockey delle olimpiadi di Torino 2006 e tra i lavori più recenti lo sviluppo del piano territoriale del Lingotto sempre a Torino. Il confronto tra i progettisti, è finalizzato a raggiungere l’obiettivo dell’eccellenza e della sostenibilità progettuale.
Scritto il 19 marzo 2007 alle 20:47 nella Architettura | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Tag Technorati: Arata Isozaki, Daniel Libeskind, milano city, Pierpaolo Maggiora, Zaha Hadid
In primo luogo chiediamo al cliente una pianta della casa leggibile ed in scala, da cui recuperare tutte le dimensioni e lo stato di fatto. Potrebbe andare bene anche una pianta catastale o dell’agenzia immobiliare da cui i clienti stanno acquistando l’immobile, purche’ sia chiara e leggibile.
Si organizza un primo incontro nel quale verranno discusse tutte le esigenze funzionali ed estetiche del cliente. Importante e’ in questo primo appuntamento riuscire a capire i desideri dello stesso per poi tradurli progettualmente. Sarebbe utile che il cliente portasse dei ritagli di giornale o delle immagini del look o degli arredi che piu’ gli piacciono. Stipulato il contratto di progettazione, il primo passo sara’ quello di fare un sopralluogo per verificare le piante e fare un primo rilievo.
Da qui inizia il vero e proprio lavoro di progettazione. Si inizia disegnando tutte le piante e ha fare un primo lay-out che soddisfi tutte le caratteristiche funzionali; la parte decorativa avverra’ in un secondo momento. Se il progetto e’ impegnativo questa prima fase puo’ durare anche un mese.
La cura dei dettagli in un progetto di interni e’ la cosa che fa la differenza.
Al secondo incontro si spieghera’ quello che e’ il nostro pensiero nell’organizzazione degli spazi e nella risoluzione dei problemi. Ogni casa oltre ad essere funzionale e ben divisa deve riflettere la personalita’ del cliente e quello che vuole esprimere. Per fare architettura di interni bisogna entrare nella psicologia del cliente, bisogna riuscire ad esprimere quello che ha in mente. Il primo aspetto e forse il piu’ importante e’ saper leggere le diverse personalita’ di ogni persona. La decorazione di interni di una casa e’ come un vestito sartoriale, deve calzare perfettamente le esigenze del cliente. Non si possono fare consulenze standardizzate poiche’ ogni persona e’ diversa dall’altra. Quello che noi cerchiamo di fare quando facciamo progettazione e’ creare ambienti esclusivi che riflettano intimamente le personalita’. Quando una persona torna a casa propria si deve sentire a proprio agio e deve essere consapevole che quella è la sua casa e solo sua, non ce ne sono altre uguali.
E’ opportuno comunque anche gia’ dal secondo incontro, nonostante non si sia ancora definita la decorazione, entrare nel merito almeno di un ambiente per mostrare l’idea centrale del progetto. A tal proposito solitamente prepariamo delle prospettive, anche abbozzate, di un ambiente e suggeriamo una serie di possibili elementi di arredo e di finiture dei rivestimenti. In questo modo e’ possibile capire se siamo sulla giusta direzione e se anche l’aspetto piu’ artistico del nostro lavoro e’ in linea con i desideri espressi dal cliente.
Nel progetto dovranno essere curati attentamente tutti gli aspetti tecnici ed estetici che dovranno intersecarsi per ottenere un ottimo risultato. Le due cose non possono prescindere le une dalle altre.
La tecnologia e l’impiantistica sono parti integranti del know how di un buon progettista. Bisogna essere al corrente delle ultime tecnologie di riscaldamento, di condizionamento, di eco-compatibilita’ e risparmio energetico. La tecnologia ormai e’ parte integrante del nostro abitare e vivere. Ci sono sistemi di allarme, luci e chiusure centralizzate, sistemi home theatre per il cinema in casa e abitazioni completamente automatizzate (la casa domotica). Se non si e’ al corrente dello sviluppo di queste tecnologie e delle loro continue evoluzioni non e’ pensabile progettare abitazioni di un certo livello.
Stabilito il lay-out definitivo, apportando se necessario le opportune modifiche dopo il secondo incontro, inizia la parte di progettazione tecnica. Come appena accennato nel paragrafo precedente si passa allo studio dell’impianto di condizionamento, idraulico, elettrico, dell’illuminazione ed eventualmente domotico (di controllo automatizzato). Solitamente ci avvaliamo di professionisti di illuminotecnica per lo studio delle luci. Oltre alle lampade, lampadari e aplique piu’ decorative, fanno parte del progetto le luci di ambiente integrate con il discorso edile e di ristrutturazione. Queste luci tecniche vanno incassate nei controsoffitti o inserite in gole e nicchie e per ottenere le giusta atmosfera e la giusta luminosita’ di un ambiente. Lo stesso discorso vale per l’impianto di riscaldamento e condizionamento che per essere calcolati richiedono lo studio di tecnici del settore.
A questo punto del progetto, stabilito il lay-out definitivo e studiati gli impianti, si inizia a lavorare sulla parte piu’ decorativa del progetto. Si inizia la scelta dei materiali e delle finiture. Le opportunita’ e le possibilita’ per ogni ambiente sono innumerevoli, qui l’architetto dovra’ essere bravo a scegliere quelle finiture che piu’ si addicono al progetto in concordanza con i desideri del cliente.
In una casa c’e’ sempre un filo conduttore dello stile e del pensiero di chi l’ha creata ed e proprio questa l’abilita’ che contraddistingue un buon professionista, il sapere omogeneizzare colori, finiture e materiali di tutti gli ambienti della casa. Il comprare arredi costosi o materiali pregiati non vuol dire creare belle atmosfere o ambienti belli.
Le scelte possono essere veramente tantissime. Si possono scegliere dalle pietre ai marmi, ai gress, mosaici, seminati e parquets. Si possono fare ambienti finiti in stucco veneziano, rivestiti in legno o finiti in resina. Nel mondo della decorazione di interni, voglio ribadire, sono i dettagli a fare la differenza, oltre la scelta dei materiali, la scelta delle luci, poi si entra nel discorso degli arredi. Gli arredi di una casa li dividerei in due sezioni, gli arredi di design e gli arredi su misura, entrambi importanti ma con funzioni diverse. Gli arredi di design piu’ glamour, riconoscibili che possono ricordare grandi designers della storia o nuovi cult emergenti non possono mancare in una casa di un certo livello. Gli arredi su misura che fanno la differenza per qualita’, personalizzazione ed esclusivita’ dell’abitazione; arredi specificatamente progettati, studiati e realizzati solo per quella casa, solo per quel cliente. Irripetibili ed inimitabili faranno parte integrante della casa e risolveranno tutti i problemi estetici collegati anche alla tecnologia. Questi arredi sono quei dettagli che fanno la differenza con i quali si possono curare anche i piu’ piccoli dettagli. Di contro posso dire che l’unica cosa che non suggerirei di fare su misura in una casa di prestigio e’ la cucina, poiche’ quelle industriali oggi sono cosi’ ben studiate e collaudate che nessun prodotto artigianale potrebbe superarle in funzionalita’ e qualita’.
A questo punto del progetto oltre le sezioni costruttive andremo a realizzare tutte le sezioni inserendo gli arredi e faremo di conseguenza anche tutti gli alzati per avere uno schema preciso di come verra’ realizzata l’abitazione anche dal punto di vista dell’arredamento.
Ora ci occuperemo della parte tessile, molto impegnativa, ma altrettanto importante per definire il look. Il tessile e’ un mondo a parte se non lo si conosce ci si puo’ perderci dentro confondendosi terribilmente le idee. Come in ogni mondo ci sono brand emergenti, di nicchia o famosissimi. Ci sono tessuti da €. 50,00 al metro a €. 500,00 e oltre. Bisogna avere una buona conoscenza e come in tutti i settori sapere leggere il mercato e le sue evoluzioni. Bisognera’ scegliere le tende di ogni ambiente, i rivestimenti dei divani, delle sedie, delle poltrone, dei letti e dei copriletti. In progetti di total look si arriva a scegliere i tappeti, le lenzuola, le spugne e le tovaglie, un lavoro di coodinamento non indifferente.
Un’ altra parte che ormai occupa un posto primario nella decorazione della casa sono i bagni. Sempre piu’ grandi e lussuosi. Si usano i materiali piu’ pregiati, le tecnologia piu’ all’avanguardia e gli arredi di design piu’ esclusivi. Bisogna scegliere i sanitari, vasche, piatti doccia e i soffioni. Bisogna scegliere gli accessori, i mobili, gli specchi. Per i piu’ esigenti poi ci sono le saune, i bagni turchi e vere e proprie piscine. Il tema del proprio benessere ha avuto un vero e proprio boom negli ultimi anni ed i bagni sono l’ambiente che tra tutti hanno piu’ attinenza. Si parla di cromoterapia, aromaterapia, di diffusione sonora ed anche televisori al plasma da inserire nei bagni; piccoli centri benessere all’interno delle proprie abitazioni.
Parallelamente a tutto questo un occhio di riguardo lo devono avere anche le finiture dei muri oltre che dei pavimenti. Quindi i tipi di tinteggiature, stucchi o idropitture. Carte da parato o rivestimenti in legno. Importante qui il tema dei colori. A questo punto il progetto di interni e’ concluso. Si e’ pronti alla presentazione finale con i clienti ai quali verra’ lasciato un book con una serie di tavole dove ci sara’ spiegato tutto. Solitamente nella presentazione ci saranno le piante, gli alzati, le prospettive, le sezioni e le scansioni , ambiente per ambiente, di tutti gli arredi e luci scelte. Questo e’ quello che solitamente offriamo ai nostri clienti che vogliono realizzare delle case esclusive e di prestigio, studiate nel dettaglio.
Provero’ qui di seguito a sintetizzare i punti salienti del processo di progettazione di interni secondo la nostra interpretazione:
• Primo meeting per capire le esigenze e ricevere la documentazione della casa
• Sopralluogo e rilievo preliminare
• Stesura delle piante
• Realizzazione del primo lay-out, entrando nel dettaglio di un ambiente
• Secondo meeting per discussione del lay-out
• Apporto delle modifiche del lay-out e disegno del lay-out definitivo
• Disegno delle demolizioni e costruzioni (modifiche strutturali)
• Designi degli impianti tecnici (l'impianto idraulico e sanitario, impianto elettrico, impianto di condizionamento e riscaldamento)
• Scelta dei materiali e dei rivestimento di ogni ambiente (marmi, parquet, mosaici, seminati, resine, stucchi)
• Scelta degli arredi di design e su misura (industriali di grandi architetti e su disegno esclusivi per il cliente)
• Scelta dei bagni (docce, vasche, sanitari, accessori, saune, piscine)
• Scelta dei tessuti (tende, rivestimenti divani, tappeti, lenzuola, copriletti, spugne)
• Disegno di tutti gli alzati e le sezioni con gli arredi
• Scansione delle immagini di tutti gli arredi e le luci scelte
• Composizione del book del progetto
• Meeting finale con consegna del book e spiegazione di tutto il progetto.
Questo e’ il servizio ed il lavoro che che siamo in grado di offrire in tutto il mondo per clienti esigenti e desiderosi di avere case esclusive e di prestigio.
Scritto il 05 gennaio 2007 alle 01:51 nella Architettura | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
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Scritto il 04 gennaio 2007 alle 00:28 nella Architettura | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)










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