Su queste pagine avete spesso letto di nodi, annodature, telaio verticale e orizzontale, lana, seta, viscosa e tecniche di produzione dei tappeti.
Credo sia doverosa una introduzione, per quanto non esauriente, all’arte di annodare un tappeto da punto di vista tecnico.
Il Graph
Quando ci si appresta a creare un tappeto la prima cosa necessaria è un progetto. Infatti, non è sufficiente avere un’immagine, per quanto dettagliata possa essere su un computer. Esistono degli artigiani predisposti a fare proprio questo: il progetto di un tappeto. Si tratta di un disegno, fatto a mano, del tappeto stesso, in dimensioni reali. Questo disegno, detto graph o cartone, viene eseguito su carta millimetrata che, successivamente, viene applicata al telaio in modo da poter essere seguita dagli annodatori.
Ogni quadrato della carta millimetrata corrisponde ad un preciso numero di nodi del tappeto, che dipende dalla densità di annodatura prescelta.
Mentre il graph viene disegnato, procedimento che, a seconda del dettaglio del motivo, può richiedere anche un mese, si procede, solitamente, alla preparazione dei materiali da usare ed alla tintura.
I materiali
I materiali usati per produrre tappeti sono molti e con molte caratteristiche differenti, ma quello più usato è la lana.
La lana è una fibra naturale che può essere raccolta da diversi animali: pecore, capre, alpaca, conigli, yak, bisonti e altri.
Usata fin dai tempi più remoti per creare capi d’abbigliamento, il suo uso nella fabbricazione di tappeti è documentato da ritrovamenti che datano a oltre duemilacinquecento anni fa.
La lana più usata per la produzione di tappeti proviene dalle pecore, e la migliore tra queste è la lana ricavata dalle pecore himalaiane. Questa lana ha fibre molto lunghe ricche di lanolina che le conferiscono un’alta resistenza insieme ad una confortevole morbidezza. Importante sottolineare che, per i tappeti di qualità, la lana deve essere a fibra lunga. Questa si ottiene pettinando d’inverno il vello delle pecore e tosando poi gli animali in primavera. Prima di essere utilizzata deve essere accuratamente lavata per eliminare tutti i residui di polvere e grasso: più pulita sarà, più i colori resteranno fissati, puri e brillanti.
La lana raccolta con la tosatura, però, non è ancora pronta per essere usata. Deve essere prima cardata e filata e, quindi, avvolta sui rocchetti.
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La preparazione del materiale
La cardatura manuale della lana avviene mediante l’uso di attrezzi chiamati cardacci. Nella versione più rudimentale questi sono realizzati mediante due tavolette di legno irte di chiodi.
La lana viene inserita tra i cardacci, i quali vengono strofinati avanti e indietro, in modo da districare la lana. La funzione della cardatura è quella di allineare le fibre in modo che siano disposte tutte nella stessa direzione e, quindi, parallele.
Dopo la cardatura la lana viene filata. La filatura consiste nel trasformare le fibre in un filato il più possibile omogeneo che verrà poi utilizzato per la prodzione del tappeto.
Il filato, infine, viene tinto mediante l’utilizzo di tinture vegetali o sintetiche.
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La tintura
La tintura vegetale è la forma usata fin da tempi antichi. Questo tipo di tinture viene ricavato da ingredienti naturali quali radici, foglie e minerali. Le tinture vegetali, proprio perché completamente naturali, tendono a schiarirsi con l’esposizione alla luce solare.
Le tinture sintetiche, al contrario, hanno una durata pressoché illimitata.
Dopo essere stata tinta la lana è pronta per essere usata per la produzione del tappeto.
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L’annodatura
L’annodatura avviene su un telaio verticale. Questo telaio è una struttura rettangolare, in posizione verticale. Tra i due elementi orizzontali del telaio vengono tesi un gran numero di fili, solitamente di cotone, che costituiscono l’ordito del tappeto. La trama, invece, sarà formata dalla lana che viene annodata sull’ordito.
Esistono molti tipi differenti di nodi. Quello più usato da noi è il nodo tibetano.
Quando il tappeto è stato completamente annodato esso viene tolto dal telaio ed entra nella fase di finitura.
La finitura
La finitura del tappeto è la serie di procedimenti che gli daranno il suo aspetto finale.
Per fermare trama e ordito il bordo del tappeto viene ripassato a mano con una grossa cucitura.
Se il tappeto è provvisto di frange si lasciano i fili dell’ordito più lunghi alle due estremità e li si annoda in modo particolare, per fissare trama e ordito. Successivamente i due lati sprovvisti di frange vengono bloccati con una cucitura a mano. Quando il tappeto è sprovvisto di frange la cucitura laterale viene effettuata su tutti i lati.
Il pelo, dato che l’annodatura è eseguita manualmente, resta sempre irregolare e viene, quindi, livellato a mano con delle forbici.
L’ultimo passo prima del lavaggio è l’eliminazione dell’eccesso di fibra che rimane dopo l’annodatura e la pareggiatura. A questo scopo il tappeto viene steso e la sua superficie viene ripassata con una fiamma che brucia tutti i frammenti di fibra in eccesso che sempre rimangono impigliati all’interno del pelo.
Il lavaggio del tappeto finito avviene in grandi vasche d’acqua e mediante l’utilizzo di apposite pale di legno.
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Seguiranno degli articoli specifici per ogni punto della produzione.
Continuate a seguirci se volete saperne di più.
Francesco Vitellini